Ambiente, Salute, Sicurezza, Superbonus 110%

Con riferimento al Superbonus 110%, alla luce delle diverse notizie diffuse dagli organi di stampa negli ultimi giorni, avevo il piacere di porre all’attenzione, per ogni utile approfondimento, sintetiche considerazioni tecniche le cui implicazioni anche in ordine ad aspetti economico/sociali stanno causando non poche difficoltà a noi tecnici, agli operatori del settore impegnati ad affrontare gli aspetti normativi e operativi del citato bonus e soprattutto ai cittadini interessati ad avvalersi di questa opportunità.
Considerazioni generali
Ecobonus
In premessa, si evidenzia come il Superbonus 110% è stato ideato al fine di rispecchiare e declinare le raccomandazioni dell’Europa sul tema della sostenibilità ambientale (non meno del 37% dei fondi del Recovery Fund deve essere “speso” per il green) e sugli investimenti finalizzati a limitare l’immissione di CO2 nell’ambiente con l’auspicio di rallentare il surriscaldamento globale e le relative variazioni climatiche (Fonte: rapporto della Global Alliance for Building and Construction presentato alla COP25 di Madrid, edifici, abitazioni e settore dell’edilizia sono responsabili del 39% di tutte le emissioni globali di anidride carbonica nel mondo).
Le variazioni climatiche possono produrre effetti quali ad esempio allagamenti, smottamenti, frane, che, come è noto, mettono in crisi l’agricoltura, l’allevamento e interi territori con ingenti costi di intervento che incidono notevolmente sulle casse dello Stato.
Sismabonus
I terremoti causano disastri incalcolabili a persone e a cose per i quali lo Stato è obbligato ad una mobilitazione di uomini, mezzi e finanziamenti economici cospicui.
A tal proposito il Sismabonus rappresenta una valida terapia preventiva.
Considerazioni Tecniche
1 – La normativa sulla gestione delle pratiche tecniche per il Superbonus 110% è stata modificata dal 5 Agosto 2021 con la previsione di un nuovo processo di sviluppo delle pratiche che è risultata di difficile interpretazione da parte degli uffici pubblici preposti che, fino a settembre u.s., non erano in possesso dei modelli aggiornati per il recepimento delle CILA-S.
2 – In generale, una Unità Immobiliare (di seguito U.I.) mono/bi/tri familiari con sviluppo terra-cielo non confinante con altre unità riscaldate produce una quantità di anidride carbonica da 3 a 5 volte superiore rispetto a quella prodotte da una unità abitativa con soli 2/3 fronti esposti verso l’esterno (circa l’80/90% delle Unità Immobiliari più comunemente definite “condominio”).
3 – Gli interventi sulle U.I. isolate – di cui al precedente punto 2 – richiedono all’ incirca le medesime tempistiche tecniche rispetto a quelle previste per i “condomini” per lo sviluppo delle pratiche, per la cantierizzazione e per l’esecuzione dei lavori.
Più precisamente si evidenzia che le attività appena citate risultano solitamente più complesse poiché il raggiungimento del salto delle 2 classi o il miglioramento sismico richiedono maggiori lavorazioni.
4 – Le imprese strutturate e di medie dimensioni non si impegnano per importi inferiori ai 2/3 milioni di euro per cantiere.
Le piccole imprese che possono intervenire sulle U.I. singole sono “difficilmente” finanziabili e richiedono una assistenza “suppletiva” per la gestione del Superbonus 110%, per la gestione delle forniture e per l’approvvigionamento dei materiali.
Si segnala che si tratta spesso di piccole quantità di materiali che assumono un interesse secondario per i fornitori.
Inoltre, si ritiene necessario segnalare che, per alcuni sistemi richiesti dalle attività trainanti del Superbonus 110%, i prezzi di fornitura e messa in opera nonché i tempi di consegna dei materiali sono non correttamente computabili e programmabili.
5 – É evidente che, alla luce della poca chiarezza, sorgono nuove incertezze!
Una residenza con 2 garage e un deposito di pertinenza per un totale di 4 U.I. e 4 Sub, sono un condominio? Quali sono i requisiti che identificano un immobile come “condominio”?.
Tutte le elencate criticità richiedono conseguentemente maggiori attenzioni e più estesi tempi di realizzazione per le U.I. isolate che costituiscono, per la maggior parte dei piccoli e medi Comuni italiani, il patrimonio edilizio di riferimento.
Considerazioni Sociali
Sin dal principio, il Superbonus 110% ha escluso le unità abitative con categoria catastale A1 / A8 / A9 e, sicuramente, questa scelta non è stata assunta per “ragioni ambientali” che, come espresso nelle considerazioni generali di cui sopra, dovrebbero sussistere alla base del Superbonus 110%.
Nelle proroghe dei tempi di completamento del Superbonus, discriminare oggi le U.I. isolate o meglio non in condominio, porta ad una inevitabile classificazione che va oltre a quella meramente catastale poiché non rispecchia le “capacità economiche” dei proprietari, il valore dell’immobile e l’esigenza di sicurezza passiva delle costruzioni e, di conseguenza, dei risvolti ecologici e di sicurezza delle persone che vi risiedono.
Se le società pubblico-private che gestiscono le ex case popolari hanno difficoltà a sapere chi sono gli inquilini che occupano le loro U.I. e, anche per questa ragione, avrebbero la necessità di avere un’estensione dei tempi che andrebbero oltre al 2025, a maggior ragione tutte le altre realtà condividono gli stessi problemi burocratici, tecnici e realizzativi.
Se non dovesse essere prorogato il termine del Superbonus anche per le U.I. isolate – come dichiarato fino a pochi giorni fa’ dai Comitati del Superbonus, dalle due Camere e dalla stampa – le piccole imprese che hanno investito nell’acquisto di attrezzature e materiali per i quali è impossibile prevedere i tempi di consegna, nonché l’impiego di personale per far fronte alle necessità del Superbonus 110%, è evidente che rischiano di fallire o di essere assorbite dalle medie e grandi imprese con un danno enorme al tessuto sociale, economico e sperimentale italiano.
Considerazioni Economiche
Considerato che il Superbonus 110%:
• genera consistenti risparmi economici a medio e lungo termine,
• sostiene la crescita del PIL del Paese, crea nuovi posti di lavoro, sostiene anche le piccole imprese
• contrasta l’evasione fiscale nell’ ambito dell’edilizia
• produce una riqualificazione in ordine alla sicurezza e all’ estetica dei territori suburbani e extraurbani
• rende fattibile il raggiungimento dell’obiettivo di sostenibilità ambientale per il quale tutti noi ci impegniamo da anni
è quantomai necessario adottare una politica che rassicuri i cittadini e gli operatori del settore tale da evitare che molti interventi fattibili dalla previsione del Superbonus 110% non vengano eseguiti per la difficile interpretazione delle norme e dei relativi parametri burocratici e temporali.
Inoltre, è lecito supporre -come constatato sul campo- che molti interventi non saranno mai realizzati per ragioni attinenti alla mancanza di sicurezza pubblica, alla complicata gestione degli immobili o per i vincoli stringenti dettati da motivazioni ambientali o paesaggistiche.
Certi che le occasioni create, se non perseguite, siano occasioni perdute.
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